Si è svolto venerdì 27 maggio il consiglio comunale aperto con all’ordine del giorno la presentazione del progetto di valorizzazione del Convento Santa Vittoria e del centro storico di Fratte Rosa; Sala Vittoria piena, il che dimostra l’attenzione della cittadinanza verso questo tema, chiara esposizione del progetto, dibattito dai toni garbati (un unico momento di leggera tensione subito sfumato) sia tra consiglieri di schieramento opposto sia tra cittadini intervenuti.
Cercherò ora di riproporre, riportando alcuni passaggi dei vari interventi, le posizioni espresse; mettetevi comodi che è un pò lungo; naturalmente ho introdotto l’argomento.
Sindaco Alessandro Avaltroni: “ Buonasera a tutti, e benvenuti a questo che è un Consiglio Comunale aperto, monotematico. Saluto il prof. Pencarelli, dell’Università degli Studi di Urbino. Saluto il dott. Costantini (presidente TecnoHabitat); saluto l’Arch. Podrini (progettista); saluto Emanuela Bernacchia (del LIS). Dicevo un Consiglio Comunale aperto, che prevede un unico punto all’OdG ed è “Comunicazioni in merito al progetto di valorizzazione del Convento Santa Vittoria – illustrazione e discussione”. Illustrazione e discussione di un progetto, secondo me, di valorizzazione non solo di Fratte Rosa ma di tutto il territorio provinciale e regionale. Questo del Convento è stato un tema molto dibattuto in campagna elettorale, però ormai le elezioni sono acqua passata e dobbiamo amministrare, guardando tutti insieme al futuro di questo splendido paese che è Fratte Rosa. Futuro che secondo noi passa attraverso questo progetto; progetto che verrà illustrato dal dott. Costantini, dal prof. Pencarelli, dall’Arch. Podrini. Occorre dire che attualmente il Convento è gestito dalla TecnoHabitat, in virtù di una convenzione sottoscritta a marzo 2009, che scaturisce da una selezione avvenuta tramite bando pubblico, vinto appunto da TecnoHabitat. Tra l’altro in questi ultimi mesi abbiamo sentito la necessità di coniugare la valorizzazione del Convento con un altro obiettivo che ci eravamo posti, la valorizzazione del centro storico; crediamo di aver trovato una soluzione, che è quella di trasformare parte del palazzo comunale in un contenitore di attività ed iniziative, rivolte alla tradizione di Fratte Rosa: locale per esposizione e vendita dei prodotti tipici e artigianali, laboratorio attrezzato di terracotta dove poter far corsi, punto informativo per i nostri produttori, artigiani, per le eccellenze del ns territorio, presidio Slow Food. Tra l’altro questo non è solo un obiettivo di questa amministrazione, ma anche nel programma che esprimeva in Guerra il candidato sindaco era previsto la creazione di un luogo di questo tipo nel centro storico, a testimonianza che i punti di vista sulle prospettive del ns paese sono similari, ed in questo specifico caso anche le soluzioni proposte. Quello che mi auspico dopo l’incontro di stasera è quindi una convergenza di tutto il Consiglio Comunale, di tutta la cittadinanza verso questa iniziativa che ritengo vitale per il futuro di Fratte Rosa. Passerei ora alla illustrazione del progetto, poi chi vorrà potrà intervenire, dando la precedenza agli interventi istituzionali (consiglieri comunali), poi a rappresentanti politici, di associazioni e cittadini. Darei la parola ora al dott. Costantini per l’illustrazione del progetto e sue considerazioni”.
Costantini: Ha illustrato lo stato delle attività messe in piedi; “ Convenzione con il comune firmata il 18 Marzo 2009; Pagamento anticipato da parte di Tecnohabitat dei primi 5 anni di canone – Euro 55.000,00; Redazione da parte di Tecnohabitat del progetto urbanistico di massima – Novembre 2009 - per conferenza di servizi – nella quale tutti gli enti hanno espresso parere favorevole; Redazione da parte di Tecnohabitat del progetto definitivo Marzo 2010 – in corso di approvazione; Costituzione Associazione L.I.S. – laboratorio di idee per la sostenibilità – maggio 2009; Costituzione Comitato tecnico culturale – maggio 2009; Rilancio della manifestazione “Santa vittoria festival”; Gestione e apertura al pubblico del museo e del convento a carico di Tecnohabitat; Elaborazione da parte di Tecnohabitat del progetto industriale – giugno 2010 e partecipazione al bando regionale per riqualificazione strutture a fine turistico ricettive – ammesso al finanziamento; Bando POR- Marche per efficientamento energetico edificio. – Bando aggiudicato. E’ possibile iniziare i lavori; Costituita la Cooperativa “Convento Santa vittoria”- con un capitale sociale previsto di Euro 800.000,00 – che gestirà in ATI il progetto con Tecnohabitat”.
Poi è passato alle linee guida del progetto industriale, che prevede: 1. Il Convento di Santa Vittoria al centro di un progetto a rete - regionale – di albergo diffuso 2.Centro di valorizzazione e commercializzazione di prodotti tipici locali dell’agricoltura e dell’artigianato 3.Integrazione tra il Convento ed il Centro storico con la costituzione dell’ Agenzia di promozione del territorio
Prof. Pencarelli: Ha spiegato il piano industriale che sta dietro questo progetto di valorizzazione del nostro territorio.” La proposta vuole richiamare gli elementi identitari legati alla struttura del Convento ed alla vision del Progetto: allestire esperienze di fruizione turistica, econogastronomica, culturale tematizzata nel contesto dei temi della sostenibilità; questo si farà creando il Centro Territoriale per il Turismo Sostenibile (CTTS); Il CTTS ha la finalità di sviluppare, conservare e diffondere la cultura della sostenibilità, sostenendo e promuovendo attività di ricerca, formazione e consulenza e progettazione sulle tematiche della gestione ambientale e territoriale, dell’efficienza nell’uso delle fonti energetiche, della bioedilizia e dell’edilizia sostenibile; Il CTTS ha altresì l’obiettivo di conservare e recuperare il vasto patrimonio edilizio, architettonico e culturale del territorio locale, valorizzando le tradizioni lavorative, produttive e artigianali che identificano il sapere e le conoscenze radicate nelle aree interne e nei centri storici minori. Altro obiettivo è infine quello di combinare la valorizzazione del patrimonio immobiliare, paesaggistico e culturale con la messa a valore dei temi della sostenibilità nell’ambito di un territorio ad alto potenziale turistico, trasformandolo in una destinazione turistica sostenibile, nella consapevolezza che un territorio con ambiente incontaminato, per diventare destinazione sostenibile, deve esprimere capacità stabile di attrazione ed accoglienza di flussi di turisti/escursionisti nell’ambito di elementi identitari chiari, oltre che di dotazione strutturale adeguata. Verrà fatto un approccio a rete, che prevede l’aggregazione di risorse e competenze fruibili sui temi di volta in volta individuati come prioritari e sui quali è possibile ed opportuno avviare progetti nella prospettiva della sostenibilità; ed un approccio per progetti, che individua le strategie di sostenibilità a partire dalle opportunità e dalle esigenze che si presentano sul mercato e nel territorio. verrà creata l’OFFICINA DEI SENSI; Il centro aggrega risorse finalizzate alla realizzazione di processi ristorativi di qualità, nella prospettiva di valorizzare la cucina tipica locale e nell’ottica della sostenibilità. Si tratta di mettere in rete cuochi ed esperti di cucina, sia locali che internazionali, per: organizzare percorsi di studio e di formazione di storia della cucina e delle tradizioni culinarie locali; predisporre offerte di ristorazione sostenibili, capaci di coniugare uso delle materie prime locali, risparmio energetico, biodiversità, qualità alimentare, stili di vita “slow”, nell’ambito di un marchio di ristorazione di qualità assoggettato a disciplinari condivisi; organizzare eventi di educazione alimentare e di formazione alla ristorazione sostenibile e tradizionale; organizzare eventi periodici volti alla valorizzazione della ristorazione e della cucina sostenibile. Le tematiche potranno riguardare, fra l’altro: le nuove tecnologie e i prodotti ecocompatibili, la qualità globale, la sicurezza, l’autocontrollo, l’igienicità; la biodegradabilità in cucina; acqua, gas, energia elettrica; il ciclo dei rifiuti: liquidi, solidi ed aeriformi; l’edilizia sostenibile e le finiture nelle strutture ricettive a servizio del turismo; il risparmio energetico. verrà integrata la rete di cucina sostenibile con quella dei produttori locali e con le reti sociali territoriali anche al fine di promuovere offerte turistiche a pacchetto; collegare le reti locali con altre reti regionali e estere, nell’ottica di creare un movimento di consumo sensibile ai temi della sostenibilità; costruire un brand della “cucina sostenibile italiana”, rafforzando il connubio tra enogastronomia, tipicità e territorio; allestire esperienze di partecipazione attiva della clientela alla ristorazione sostenibile, secondo formule ove i consumatori non si limitano alla fruizione dei cibi, ma alla loro preparazione consapevole e attiva, in grado di favorire anche processi di apprendimento delle tecniche e dei segreti della cucina; collegare la fruizione dei cibi con la salute delle persone, mettendo in evidenza il ruolo dell’alimentazione nelle diverse fasi di vita delle persone, tenendo conto dello stato di salute e benessere desiderato. Nel centro storico verrà creata l’ AGENZIA SERVIZI PROMOZIONE DEL TERRITORIO; L’agenzia potrà assolvere funzioni informative e di front office per i turisti in transito nel territorio, di norma svolte dagli uffici IAT; dovrà soprattutto allestire pacchetti turistici tematizzati secondo la filosofia delle green experiences, costruiti sulla base di itinerari turistici o di eventi collegati al territorio ed in grado di attirare gruppi di turisti in target; Cruciale sarà l’azione di comunicazione e commercializzazione, che potrà svolgersi anche grazie all’inserimento in circuiti d’intermediazione nazionali ed esteri. Nella stessa sede dello sportello informativo svolgono le loro attività alcune organizzazioni emblematiche dell’offerta socio culturale di Fratterosa, quali l’Associazione Ceramica e delle Terrecotte, il Laboratorio sulle Terrecotte, l’Associazione della Favetta, una parte del Museo. Queste organizzazioni potranno allestire occasioni di incontro con i turisti, cercando di avviare offerte di corsi e di laboratori per il coinvolgimento di turisti interessati a forme intelligenti e creative di impiego del tempo libero, in grado di migliorarli e di far loro acquisire nuove abilità e una rinnovata identità personale. In questo luogo si potrà sperimentare in modo innovativo e creativo un efficace partenariato tra pubblico e privato, accomunati dall’obiettivo di attirare turisti ed escursionisti e di migliorare la vivacità e la qualità della vita e dell’economia dei residenti e della comunità locale, tramite l’organizzazione di pacchetti di offerta di ospitalità alberghiera, degustazioni, percorsi di “esperienza” storici, culturali, ambientali etc.; tramite l’allestimento di un catalogo di prodotti e servizi da proporre al mercato; tramite la creazione di un sito divulgativo e interattivo, multilingue, con servizi di prenotazione della rete, promozioni etc. tramite la realizzazione di newsletter plurilingue per i target di nazionali/esteri; tramite l’organizzazione e l’attivazione di forme di marketing tradizionale e non convenzionale, a partire dall’attivazione di social network, dall’utilizzo mirato delle nuove tecnologie di rete (es. you tube, ecc.); tramite l’attivazione di iniziative di marketing diretto (mailing, telemarketing, ); tramite la partecipazione a fiere nazionali ed internazionali (con informativa e divulgazione dei pacchetti offerti dalla rete); tramite l’organizzazione di visite mirate presso operatori e soggetti capaci di mobilitare flussi di turismo rientranti nei target del progetto; tramite la mobilitazione delle risorse sociali della comunità, coinvolgendo associazioni, famiglie, insegnanti, artigiani, agricoltori del territorio nei vari progetti di ospitalità e di allestimento di esperienze autentiche tematizzate interno ai concetti dello slow living e della qualità della vita. tramite l’attivazione di iniziative di comarketing, capaci di coinvolgere istituzioni ed altri operatori economici interessati a valorizzare il turismo nell’entroterra .
Arch. Podrini: Ha illustrato il progetto dal punto di vista architettonico ed edilizio, spiegando come verranno fatti i lavori, la dislocazione dei locali, l’ubicazione delle camere, del centro benessere, il tutto nel rispetto della caratteristica architettonica del convento, non andando quindi a demolire niente; questo è un punto importante ed è quello che ci è stato richiesto dalla soprintendenza, che ha già rilasciato il parere positivo al progetto.
Consigliere Lucio Guerra: Ha illustrato la proposta del suo gruppo motivando il perchè rimangono contrari a questo progetto.” CONVENTO SANTA VITTORIA:Il complesso Conventuale a nostro avviso dovrebbe continuare ad essere utilizzato quale importante attrattiva turistica di grande supporto e promozione alle attività ricettive private, salvaguardando la sacralità generale del luogo e della bellissima Chiesa, continuando a progettare ed investire nelle iniziative di carattere culturale, di promozione delle tipicità locali e della formazione, un grande contenitore attivo di storia, arte, cultura, formazione e promozione. Presso il complesso conventuale potranno essere individuati ed attrezzati spazi per iniziative di supporto e servizio all’attività di promozione delle tipicità ed eccellenze locali. Questi spazi potranno essere utilizzati dagli ospiti della “rete” di ricettività diffusa di qualità, allo scopo di consentire l’instaurazione del giusto rapporto tra alimentazione, cultura, ambiente, tipicità e sostenibilità. CENTRO STORICO : In stretta correlazione con le attività previste presso il Convento Santa Vittoria va progettata una forma di ricettività e ristorazione “diffusa” attraverso la valorizzazione e promozione dei locali ed attività già presenti, ed il recupero e la valorizzazione di fabbricati presenti nel centro storico e nelle immediate vicinanze. L’ albergo diffuso è una nuova forma di ospitalità, che trova il maggior successo nei piccoli borghi o paesi, attraverso la quale il turista si trova immerso nella realtà locale in prima persona. L’albergo diffuso non è una struttura alberghiera ex-novo, ma una struttura orizzontale con lo scopo di trasformare e/o riutilizzare per altre finalità gli edifici in disuso all’interno del paese. E’ detta orizzontale perché composta da una struttura centrale che potremmo definire “incoming”, localizzata presso il centro storico. Per “incoming” s’intende l’attività di ricevimento del turismo in arrivo in una determinata località. Pertanto il turismo incoming spesso non è orientato direttamente al pubblico ma ai tour operator stranieri che hanno bisogno di servizi turistici quali trasporti, ristoranti alberghi e guide nelle zone da visitare turisticamente, L’incoming funge da centro accoglienza clienti e punto d’incontro per poi raggiungere una serie di unità abitative, camere e servizi di ristorazione, dislocati in edifici diversi del paese e delle località in rete. L’albergo diffuso potrà avvalersi del grande vantaggio della presenza di un contesto di interesse culturale e storico “appetibile” per i turisti qual è il Convento Santa Vittoria L’originalità della proposta permetterebbe al nostro paese di avere una maggiore visibilità e numerosi vantaggi nelle strategie di posizionamento del mercato.
PROBABILI CRITICITA’ DA EVITARE
- EVITARE LE PROBLEMATICHE RIGUARDANTI L’ITER AUTORIZZATIVO DELLA RICONVERSIONE DEL COMPLESSO CONVENTUALE IN STRUTTURA RICETTIVA
La salvaguardia dell’area di rispetto cimiteriale di 200 metri prevista dalla legge, consiste in un vincolo assoluto di inedificabilità che non consente la collocazione di edifici o comunque di opere ad esso incompatibili, in considerazione delle esigenze di natura igienico-sanitaria e della salvaguardia della sacralità che connota i luoghi cimiteriali.
- EVITARE L’OGGETTIVA INCOMPATIBILITA’ di una struttura ricettiva “privata” (camere, ristorante, sala convengni – resort di lusso” e centro benessere) con un Cimitero a 25 metri di distanza.
- EVITARE che, qualora la struttura ricettiva non sia in grado di dare i risultati imprenditoriale attesi, gli interventi edilizi, a nostro avviso invasivi, per trasformare il complesso conventuale in struttura ricettiva, compromettano di fatto il ripristino delle condizioni strutturali ed ambientali originarie del nostro più importante patrimonio storico e culturale.
- EVITARE che il trasferimento del museo all’interno della Chiesa possa compromettere fortemente l’utilizzo della Chiesa anche per finalità religiose e di culto
PUNTI DI FORZA DELL’IDEA PROGETTUALE
- valorizzazione del complesso conventuale con attività compatibili sia dal punto di vista strutturale che dal punto di vista funzionale, garantendo il rispetto della sacralità del luogo e la creazione di un grande contenitore attivo di storia, arte, cultura, formazione e promozione.
- valorizzazione del centro storico attraverso la realizzazione di un “albergo diffuso”, valorizzazione e promozione dei locali ed attività già presenti, ed il recupero e la valorizzazione di fabbricati presenti nel centro storico e nelle immediate vicinanze. L’albergo diffuso potrà avvalersi del grande vantaggio della presenza di un contesto di interesse culturale e storico “appetibile” per i turisti qual è il Convento Santa Vittoria
L’originalità della proposta; permetterebbe al nostro paese, di avere una maggiore visibilità e numerosi vantaggi nelle strategie di posizionamento del mercato.
SOSTENIBILITA’ ECONOMICA
la sostenibilità economica riteniamo possa essere garantita attraverso un limitato investimento presso il Convento Santa Vittoria, già oggi strutturalmente e funzionalmente più adeguato ed idoneo all’utilizzo per le finalità proposte, trovando una sinergia con le autorità religiose locali per l’utilizzo di locali e spazi appetibili all’interno del centro storico e nelle immediate vicinanze dello stesso, da ristrutturare e/o già ristrutturati, e ricercando possibili collaborazioni e sinergie con privati che intendono mettere “in rete” delle loro proprietà idonee e funzionali all’idea progettuale
CONCLUSIONI
E’ ovvio che ripensare oggi ad un progetto complesso di valorizzazione, promozione e ricettività diffusa, analizzando una pluralità di idee imprenditoriali e condividendo le stesse in maniera più approfondita con la cittadinanza e con le autorità religiose, può sembrare difficoltoso e complesso, ma potrebbe consentire alla Comunità frattese di arrivare ad una conclusione ponderata, condivisa, partecipata e sostenibile nel tempo. A tale scopo potrebbe essere utile costituire un tavolo di lavoro permanente dove sviluppare le idee progettuali esposte nel presente documento. Riteniamo in conclusione di aver mantenuto nel tempo una linearità di vedute, critiche costruttive e proposte, che vanno nella direzione di sviluppare una idea progettuale sostenibile che possa creare sviluppo, occupazione e attrazione turistica.
Assessore Luca Soggin: Ha spiegato i motivi per cui ritiene fondamentale per Fratte Rosa dare avvio a questo progetto, dalla valenza turistica alla capacità di creare posti di lavoro, dare nuovo impulso al centro storico e ad altre attività commerciali; esempi simili ce ne sono tantissimi a livello nazionale ed estero, ed è il futuro della salvaguardia dei beni e monumenti pubblici.
Ci sono stati poi alcuni interventi di cittadini (Tarsi Sanzio, Valentini Giorgio, Avenanti Nadia e Carbonari Danilo) e alcune considerazioni dei consiglieri Fraternali Rossella e Antinori Marco e del Vice-Sindaco Mario Bonifazi.
Ho poi ripreso la parola per portare il mio contributo alla discussione.
Sindaco Alessandro Avaltroni: Ho ascoltato con molto interesse le varie posizioni fin qui espresse, le criticità manifestate, le posizioni favorevoli, e vorrei portare il mio contributo, e vorrei farlo per punti.
CRITICITA’ (*)
Alcune criticità oggi manifestate erano le stesse che avevo io quando si è cominciato a ragionare sull’ipotesi di questo progetto; erano le stesse che aveva la ditta, perché sono reali; la sfida è stata quella di mettere in piedi un progetto ed un piano industriale che trasformasse le criticità in punti di forza, in valore aggiunto, in specificità, e da quello che abbiamo ascoltato credo di poter dire che la sfida è stata vinta; per ora sulla carta (progetto), ma sono convinto che presto lo sarà anche nella realtà, quando il sistema comincerà a girare (ricettività, corsi, turisti, attività formativa, convegni, eventi culturali ,etc); perché questa non è una semplice trasformazione di un convento in albergo, ce lo hanno spiegato chiaramente. Tra l’altro già negli anni novanta c’era un progetto per farci una foresteria nel convento, per cui ospitalità e ricettività.
PARTNER
Parto da un punto fermo; Costantini è una persona seria; la società che rappresenta, la TecnoHabitat, è una società solida, conosciuta e rispettata. In un’operazione del genere, la scelta del partner è fondamentale, perché se fosse uno speculatore può mandare tutto all’aria nel giro di poco tempo, invece tramite la selezione pubblica è stato individuato un partner più che affidabile; però non ci si può basare sulla fiducia, per cui il comune si è tutelato con l’inserimento di specifiche clausole nella convenzione. Sul fatto che un’operazione del genere necessitasse di un partner privato credo non ci siano dubbi, mai il comune potrebbe effettuare un’operazione simile con le proprie forze, nè economiche nè di personale.
ATTORI COINVOLTI E VALENZA TERRITORIALE
Questo è un progetto che non riguarda solo noi cittadini di FR, spero sia chiara l’importanza che ha per tutto il ns territorio comunale, provinciale e regionale. Abbiamo stipulato un Protocollo d’intesa con la provincia di PU, sono partner nel Centro Territoriale per il Turismo Sostenibile, che avrà sede nel convento; stiamo ragionando con l’assessore regionale al turismo Moroder per far entrare la regione nel protocollo d’intesa. Inoltre non è secondario il contributo che questi enti danno al progetto, che sta a significare l’importanza che ha anche per loro; dovremmo ottenere in totale circa 90.000,00€ a fondo perduto, in parte per il recupero del centro storico in parte per il convento. Fondamentale inoltre all’interno del Centro Territoriale per lo Sviluppo Sostenibile il ruolo dell’università di Urbino, che ci ha spiegato come intende sviluppare il progetto.
OPERE ACCESSORIE
Non sono queste, le opere accessorie, che fanno propendere per una posizione favorevole al progetto, però sono importanti e testimoniano l’attenzione che è stata messa nel definire certi dettagli.
Otterremo un nuovo parcheggio per il cimitero, ben collegato, con posti riservati ai disabili, e collegato con quello attuale. Nella convenzione è previsto che tutti gli immobili acquistati dalla società passino al comune, ed è già avvenuto con un terreno, andando quindi ad aumentare il patrimonio del comune, il patrimonio pubblico. Il progetto di delocalizzazione del museo nella Chiesa, finanziato con circa 105.000,00 dalla regione prevede una quota del comune di circa 55.000,00€, che verrà messa dalla società TecnoHabitat. La stessa società ha già anticipato al comune 55.000,00€ come canone anticipato per 5 anni. A regime il comune incasserà 30.000,00€ annui per il canone di gestione, altro elemento da tenere in considerazione quando si vuol fare una valutazione complessiva del progetto di valorizzazione.
Non vorrei dilungarmi troppo, ma questi sono gli elementi che ci fanno assumere una posizione favorevole al progetto. Qualcuno non sarà d’accordo, ho ascoltato Guerra in tal senso; è legittimo, però credo che un amministratore non deve solo farsi portatore di opinioni, è giusto ascoltare tutti, però poi si deve fare una scelta, anche se coraggiosa, sarebbe facile dire no, ma significherebbe restare nelle attuali condizioni, con le difficoltà giornaliere da affrontare; con questo progetto io credo che possa cambiare il volto di Fratte Rosa, non tutto, però contribuirebbe a dare un maggior impulso all’economia locale, metterebbe in piedi un sistema turistico che ci vede centrali, a beneficio di tutti; Oggi quanti di noi vivono il convento? Quanti hanno visitato il museo, il laboratorio? Secondo me perché è visto come una struttura lontana, chiusa. Immaginate ora una struttura viva, con eventi, che dialoga con i produttori, con artigiani, che dialoga con il centro storico, lo rilancia, e pone Fratte Rosa come dicevo prima al centro di una rete capace di sviluppare economia, aggregazione, conoscenza; significa darsi un’opportunità, un rilancio. Come amministratore voglio e devo far di tutto per far si che Fratte Rosa valorizzi tutte le sue eccellenze, e credo che questo progetto vada in quella direzione; è un’operazione che va governata, e con la convenzione pensiamo di averlo fatto, e siccome sono emersi fatti nuovi rispetto alla prima stesura (parlo della valorizzazione del centro storico) torneremo in consiglio per proporre alcune modifiche.
Spero di aver chiarito la posizione dell’amministrazione, e torno a dire quello che ho detto all’inizio, auspico dopo l’incontro di stasera una convergenza di tutto il Consiglio Comunale, di tutta la cittadinanza verso questa iniziativa che ritengo vitale per il futuro di Fratte Rosa; sicuramente il progetto è perfettibile, però credo non si possa chiedere di andare avanti rinunciando alla ospitalità e ricettività al convento; non sarebbe economicamente sostenibile, sarebbe un altro progetto, diverso, verrebbe meno la replicabilità dell’intervento, la specificità di Fratte Rosa rispetto ad altri luoghi; oggi questo progetto abbiamo, e questo dobbiamo valutare; mi impegno comunque a recepire ove possibile, insieme naturalmente a TecnoHabitat, miglioramenti e/o suggerimenti; dovremo tornare in Consiglio Comunale, per cui prima di farlo ci attiveremo per venire incontro alle esigenze di tutti, sempre che siano ricevibili.
Non ho riscontrato distanze insormontabili, lavoreremo per ridurle.
(*) PERMESSI AUTORIZZATIVI
Non mi metterò a leggere tutti i pareri favorevoli, a cominciare da quello della soprintendenza; dico solo che manca all’appello solo quello dell’asur, con cui ci siamo incontrati, e credo che ci siano le condizioni per arrivare ad un parere favorevole; sugli aspetti tecnici si trova sempre una soluzione.
(*) VICINANZA CIMITERO
La vicinanza ad un cimitero potrebbe forse scoraggiare alcuni turisti, ma anche no, anzi potrebbe far parte di una specificità, di un ricreare un’atmosfera francescana, come quella di un tempo; inoltre è possibile con alberatura e siepi schermare ancora di più che adesso, per cui non vedo un ostacolo insormontabile; la sacralità del luogo non verrà meno con una strutura ricettiva nelle vicinanze.
(*) FALLIMENTO SOCIETA’ e REVERSIBILITA’ IMPIANTISTICA
La paura che se la gestione va male c’è il rischio che ci ritroviamo con una struttura danneggiata e non più utilizzabile è stato tenuto in considerazione, sia dal comune sia dalla società. Viene infatti proposto un progetto edilizio attento alla specificità del luogo, come ci è stato spiegato, fatto sotto la supervisione della Soprintendenza, che ha dato parere favorevole al progetto; ci è stato spiegato come l’impiantistica sia poco invasiva, ed in caso di interruzione del rapporto come sia possibile tornare allo stato attuale, come prevede la convenzione.
(*) FRUIBILITA’ CITTADINI CHIESA
Come è stato fatto finora sarà possibile usufruire della Chiesa; l’allestimento di parte del museo nella chiesa non porterà a stravolgimenti, anzi darà ancora maggior lustro alla Chiesa, per cui non vedo motivi ostativi.
Prima della conclusione l’Arch. Podrini ha spiegato nuovamente come l’intervento non andrà a rovinare la struttura dell’edificio, non ci saranno stravolgimenti, demolizioni, per cui se per qualsiasi motivo si dovesse ritornare alle condizioni attuali sarà possibile farlo con una certa facilità e senza spreco di risorse; il prof. Pencarelli ha dato delle sue considerazioni sulla proposta del consigliere Guerra Lucio, dicendo in poche parole che non è sostenibile economicamente quel progetto; anzi, il progetto proposto da Guerra funzionerebbe solo se ci fosse un elemento trainante come una struttura ricettiva al Convento.
Queste le considerazioni fatte; come amministratore, ribadisco che faremo di tutto per dare a Fratte Rosa un’opportunità di sviluppo che la faccia diventare un centro di attrazione per i turisti e per coloro che vogliono investire; legare il Convento al centro storico è un elemento rafforzativo del progetto, riportando vitalità all’interno del paese e potrebbe fungere da volano per altre attività commerciali, artigianali e ricettive; credo che non possiamo permetterci di perdere una simile occasione.
Alessandro Avaltroni
















Non sono in grado di dare dare un giudizio, ne in favore ne contro. conosco i miei limiti, però posso con cognizione di causa dire che il cimitero non potrà rappresentare un ostacolo perchè finchè la struttura lo permise fu abitato da intere famiglie(l’anno 1945 era abitato). Mi astengo, dunque, da commenti e resto in attesa dell’evolversi della situazione sperando che tutto si risolva a favore dell’amministrazione e dei suoi abitanti.
Non sono in grado di dare dare un giudizio, ne in favore ne contro. conosco i miei limiti, però posso con cognizione di causa dire che il cimitero non potrà rappresentare un ostacolo perchè finchè la struttura lo permise fu abitato da intere famiglie(l’anno 1945 era abitato). Mi astengo, dunque, da commenti e resto in attesa dell’evolversi della situazione sperando che tutto si risolva a favore dell’amministrazione e dei suoi abitanti.