Renato Marcialis è un fotografo professionista che si occupa di enogastronomia, e recentemente insieme a sua moglie si sono stabiliti a Fratte Rosa, con l’intenzione di ristrutturare una casa colonica e trasformarla in agriturismo, con un progetto di valorizzazione dei prodotti locali di qualità.

In occasione della mostra fotografica che aprirà a Sanremo il 20 novembre è stato intervistato, quindi riporto di seguito l’intervista in cui cita Fratte Rosa ed il progetto che realizzerà.

Sanremo (IM), dal 20 novembre all’11 dicembre 2011

Mostra fotografica “Caravaggio in cucina” di Renato Marcialis. Intervista esclusiva di FreshPlaza con l’Autore

Nella logica di un’offerta culturale ed artistica di valore,l’Assessorato alla Promozione Turistica e Manifestazioni del Comune di Sanremo (provincia di Imperia) e l’Associazione Culturale Gecko in collaborazione con il Servizio Manifestazioni del Casinò di Sanremo presentano la mostra fotografica ” dell’autore Renato Marcialis dal 20 novembre al 11 dicembre 2011 nella prestigiosa Sala Biribissi del Casinò.

FreshPlaza ha raggiunto l’Autore per un’intervista.

Caravaggio in cucinaFP – Il cibo e la sua rappresentazione. Quando nasce la Sua passione per la fotografia a soggetto enogastronomico?

RM – Da sempre l’enogastronomia mi ha affascinato forse perché in me ci sono remoti cromosomi con in mano mestolo e padella, ereditati da mio nonno Enzo e

da una dozzina di altri parenti gastronomi; inoltre lavorare per la gastronomia, anche se non fa diventare ricchi, non mi fa mai fatto mancare un buon “piatto” da gustare. L’ingresso nel campo della fotografia food, è avvenuto proprio per questa mia passione, per i colori, le forme, i profumi.

 

FP – Nella Sua lunga carriera di fotografo pubblicitario nel settore food, Lei ha lavorato per molti marchi prestigiosi. Può citarne qualcuno?

RM – Lavoro nel food da ormai 35 anni e le aziende con cui ho collaborato sono tantissime :BoFrost – Findus – Saiwa – De Cecco – Kellogg’s – Metro – Martini & Rossi – Stock – Autogril –Bocon – Supermercati Primia – Supermercati Conad – Supermercati Pam, solo per citarne alcune.

 

FP – Quando e perché si configura il progetto artistico “Caravaggio in Cucina?”

RM – E’ avvenuto quasi per caso, come accade per molte scoperte. Un giorno, mentre mi apprestavo a fotografare delle castagne per conto di un mio cliente, non avendo la solita premura che tutti chiedono, provai a mettere in pratica una tecnica che si usava in un passato remoto. Così cominciai a giocare, illuminando il “soggetto” con una fonte di luce assai potente ma concentrata. Pennellate di luce. L’immagine che ottenni era fuori da qualsiasi schema, e senza l’ausilio della “magia” di Photoshop. Ispirato da quel risultato, ho incominciato a produrre fotografie con quella tecnica. Mi ricordano le opere del Caravaggio, dove la rivoluzione sta in un naturalismo espresso attraverso gli elementi e le atmosfere; in cui la plasticità delle figure è evidenziata dalla particolare illuminazione che teatralmente sottolinea i volumi dei soggetti, facendoli improvvisamente uscire dal buio della scena. Sono pochi i quadri in cui il pittore lombardo dipinge lo sfondo, che rimane invece nettamente in secondo piano rispetto ai soggetti: i veri e soli protagonisti della sua opera. Per la realizzazione dei suoi dipinti, Caravaggio posizionava delle lanterne in posizioni specifiche per far sì che i modelli venissero illuminati solo in parte, mediante una “luce radente”. Attraverso questo artificio, Caravaggio evidenziava le parti della scena che più riteneva interessanti lasciando il resto nel buio dell’ambiente. Nello stesso modo, ho cercato di far uscire dal buio i miei frutti, la mia verdura, avvolgendoli col mio pennello di luce come il pittore magistralmente faceva con i colori della della sua tavolozza. 

 

FP – A divertente contrappunto di immagini di straordinaria bellezza e capacità tecnica, ci ha colpito la scelta dei titoli delle opere, sempre improntati ad uno spirito scherzoso e sorprendente. Può raccontarci da dove nasce quest’ispirazione?

RM – E’ l’altra faccia della medaglia. Da una parte c’è un’ immagine seriosa e “quasi” impeccabile che racconta delle nostre origini e della nostra cultura; e subito dopo, a sdrammatizzare, un titolo dal sapore poetico e dalla sfumatura ironica. Da sempre ho preso sul serio qualsiasi lavoro a cui mi sono apprestato, ma allo stesso tempo non ho mai voluto salire in “cattedra” divulgando messaggi dal “grigiore intenso” e dalla pesantezza stomachevole…

 

FP – Nel Suo futuro personale Lei vede anche un riavvicinamento alla terra, con un progetto di agriturismo in cantiere. Secondo Lei, cosa potrebbe guadagnare la nostra società dalla riscoperta delle sue radici contadine?

RM – Per essere precisi, le mie di radici affondano in laguna visto che sono nato a Venezia, ma battute a parte, il mio prossimo progetto di vita sarà una nuova avventura nel mezzo delle colline marchigiane: a Torre San Marco, frazione di Fratte Rosa. Già i nomi di queste località trascinano la mia fantasia verso racconti di principesse meravigliose e cavalieri coraggiosi. Ma quando torno alla realtà, vedo un agriturismo dove i prodotti vengono selezionati coltivati e consumati nel rispetto delle tradizioni, nella salvaguardia delle nicchie di produzione. Non una cosa qualsiasi, comunque, ma una valorizzazione dei prodotti locali, della terra su cui crescono, delle ricette che sono state sviluppate nei secoli, per poter offrire a chi ci verrà a trovare un soggiorno che li riporti alla campagna vera, ricca di profumi, di sapori di luce e di buio, proprio come nelle mie immagini.

Domenica 11 dicembre 2011 l’esposizione fotografica “Caravaggio in Cucina” termina con una eccezionale 

 lectio magistralis

di Renato Marcialis, a partire dalle ore 15.30 nella Sala Biribissi. La mostra è aperta al pubblico dal venerdì alla domenica dalle ore 15.00 alle ore 20.00 ad ingresso libero, con possibilità di acquisto dei quadri fotografici a tiratura limitata. 

 

Renato Marcialis

 
Web:

Web: www.renato-marcialis.comwww.caravaggioincucina.it

 

 

Alessandro Avaltroni

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