Fino a fine settembre è possibile firmare in comune per sostenere il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale.

Ri-eleggiamo il Parlamento», «Scegli il tuo Parlamento», «Cambia la legge elettorale». Questi sono alcuni degli slogan scelti dal comitato referendario per i collegi uninominali che promuove la cancellazione del “porcellum”, attuale legge elettorale. Torna, dunque, a farsi sentire il comitato referendario per l’abrogazione dell’attuale sistema elettorale, a 25 giorni dal termine della raccolta delle firme contro il “porcellum”. L’obiettivo é, infatti, raccogliere 500 mila sottoscrizioni entro il 30 settembre.

Due le richieste referendarie
In Cassazione il comitato referendario, presieduto dal prof. Andrea Morrone, ha presentato due richieste di referendum abrogativo che hanno lo scopo di abrogare la legge Calderoli, conosciuta con il nome di “porcellum” o “legge porcata”, come la definì lo stesso ministro Calderoli dopo l’approvazione. Il primo quesito (scheda blu) propone l’abrogazione integrale di tutte le disposizioni di modifica della disciplina elettorale per Camera e Senato introdotte dalla legge 270/2005. Il secondo quesito (scheda rossa) è, invece, parzialmente abrogativo, perchè mira a cancellare singole disposizioni della legge Calderoli, esattamente quelle che sostituiscono due leggi, la 277/ 1993 (Nuove norme per l’elezione della Camera dei deputati) e la 276/1993 (Norme per l’elezione del Senato della Repubblica). Il quesito ha lo scopo di eliminare la disciplina introdotta dalla legge Calderoli per ripristinare il “mattarellum”, dal nome del deputato Sergio Mattarella, relatore del testo.

Via il “porcellum”
Saranno così eliminati tutti i principali contenuti del “porcellum”: liste bloccate, premio di maggioranza, distribuzione proporzionale dei seggi, esigue soglie di sbarramento. L’effetto, spiega Andrea Morrone, sarà quello di far rivivere il “mattarellum” «che, attraverso i collegi uninominali, consentendo all’elettore di scegliere direttamente il candidato, rende effettivo il diritto di voto che la lista bloccata svilisce».

Personalmente ho firmato, anche se non considero il “Matterelleum” la migliore legge elettorale, ma mi ha convinto il fatto di poter tornare a scegliere i candidati. Sarebbe auspicabile un accordo parlamentare per una nuova legge elettorale, ma se questo non avviene ben venga il referendum.

Alessandro Avaltroni

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Categories: Attualità e Cronaca

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